Premessa
Costoletta, alla milanese. Mi sento titolata a parlarne
perché sono una milanese doc, una lombarda doc e, se proprio vogliamo, ho pure
una vena di sangue austriaco da parte di madre (per mettere a tacere chi
sostiene che l’origine del piatto sia austriaca…). Spero che queste credenziali
siano sufficienti.
Allora, comincerò con il dire che la versione “orecchio d’elefante”, molto gettonata
negli ultimi anni, nulla ha a che
spartire con la “cutelèta” (si pronuncia con la prima “e” stretta e la seconda
[è] aperta a dismisura…). Perché la carne
per ottenere “l’orecchio d’elefante”
è spiaccicata sottilissima e impanata molto per darle corpo. Esattamente il contrario di quanto prevede il “protocollo” della ricetta milanese.
La ricetta
Partiamo dalla carne: rigorosamente di vitello. La parte è
quella della lombata - parte nobile - tagliata lungo le costole in modo da avere
l’osso, detto “manico”, con una bella porzione di carne attaccata.
L’altezza è esattamente quella dell’osso.
Preparazione: la costoletta sarà battuta leggermente (insisto
sul leggermente) con il batticarne classico – non certo quello chiodato! - più
che altro per livellarla, avendo cura di proteggerla con un foglio di carta
oleata, al fine di evitare che le fibre siano spezzate. Poi si procede a togliere tutte le eventuali
pellicine laterali e a intaccare il bordo in due o tre parti, con un coltello
ben affilato. Quest’ operazione serve ad impedire che la carne si arricci
durante la cottura. Si dovrà anche staccare un trattino di carne dall'osso per lasciare in evidenza il manico e consentie una cottura più uniforme.A parte saranno battute due uova nelle quali verranno
passate le costolette. Queste saranno quindi rapidamente impanate con
pangrattato, che verrà pressato molto accuratamente affinché diventi quasi un
tutt’uno con la “cutelèta” .
Cottura: mettere in una padella antiaderente (o di
alluminio) una bella porzione di burro chiarificato; quando sfrigolerà
allegramente dovrà ricevere la costoletta che verrà cotta circa due minuti o
due minuti e mezzo per ogni lato. Quindi la si toglierà dal grasso e la si
asciugherà accuratamente con carta assorbente.
Come presentarla.
Il piatto dovrebbe essere così: grande, in modo che la cotoletta occupi
solo la parte centrale; bianco
affinché il colore dorato della
carne venga messo in risalto. Accanto alla costoletta solo due o tre fette di
limone, tagliate sottili e “girate” a formare un’onda. Un contorno di
insalatina verde mista sarà servita a parte. Dimenticavo: il
manico può essere rivestito con una strisciolina di carta bianca sfrangiata o
con carta alluminio. Elegante e pratico per essere… impugnato!
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